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Aforisma del giorno

IL QUOZIENTE EMOTIVO

Siamo nel 1848 e Phineas Gage, caposquadra delle ferrovie e specialista nelle mine, subisce un incidente: dopo un'esplosione una barra di ferro gli perfora il cranio attraversando la parte frontale del cervello e subito dopo fuoriesce dalla testa.

Lui si rialza e parla tranquillamente con i colleghi mentre questi rimangono a bocca aperta. Dopo diversi esami Phineas non sembra avere carenze intellettive, ma il suo comportamento è completamente stravolto: non ha più il senso morale, i suoi obiettivi cambiano, prende decisioni insensate, ecc...


Essendo stato danneggiato il lobo frontale, Phineas non prova più emozioni. Da questo caso e da altri simili studiati è emerso che, come affermano i Damasio (esperti nel campo neurologico) : "La capacità di esprimere e di sentire le emozioni fa parte dei meccanismi della ragione". Si parla quindi di un QE (quoziente emotivo).

Le emozioni sono basilarmente cinque secondo la dott.ssa Isabelle Filliozat:
  • Gioia
  • Paura
  • Collera
  • Disgusto
  • Tristezza
Altri esperti aggiungono: sorpresa, attesa, accettazione ed altre emozioni secondarie.

Oggi, quando facciamo richiesta di un lavoro, spesso ci sottopongono al QI (quoziente intellettivo) come se l'intelligenza derivasse soltanto da 'competenze' acquisite e non dalla gestione delle emozioni.

Un esempio banale, ma che fa riflettere è quello della scuola. Quante volte sapevi veramente la lezione ma non hai saputo spiegarla a causa dell'emotività? Uno o più strumenti per la gestione dell'ansia (come 'il cerchio della sicurezza' ed altri che ho inserito nel libro 'Al di là della depressione' ) sarebbero stati utili in quel momento, che però non ci vengono insegnati a scuola perché si da più risalto ai 'contenuti'.

Secondo me la scuola dovrebbe insegnare a gestire l'emozione, perché se sappiamo una lezione, ma poi non la sappiamo esporre a causa dell'ansia, viene a mancare la comunicazione, la corretta trasmissione delle informazioni. Albert Einstein affermò:
Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna.
Tra l'altro, seguendo sempre il tema dell'emozioni, come afferma Matteo Salvo nel libro Il segreto di una memoria prodigiosa ci sono diversi tipi di linguaggio:
  1. Verbale: le parole che utilizziamo per esprimere concetti.
  2. Paraverbale: il tono, il timbro e le inflessioni vocali che usiamo nell'esprimerci.
  3. Non verbale: la postura, i gesti (linguaggio del corpo).
In che misura, questi tipi di linguaggio influiscono sugli altri? Sembra incredibile eppure le percentuali sono le seguenti:
  • 7% il linguaggio verbale
  • 38% il linguaggio paraverbale
  • 55% il linguaggio non verbale
Forse ti dirai: "Non è giusto che le parole che dico influiscano solo per il 7%!" o forse non ci credi. Allora faccio un esempio:

La professoressa (o il datore di lavoro) ti chiama per esporre una lezione (o una relazione) studiata tempo fa. Tu la sai, solo che quando la esponi sei titubante: la voce diventa fioca, incominci a toccarti il collo, quando parli, tra un pensiero e l'altro aggiungi un: "ehm..!"

Che messaggio stai lanciando al tuo interlocutore? E' un messaggio di sicurezza oppure il contrario? Ebbene sia la professoressa che il datore di lavoro ti giudicherà in base a questa sensazione che ha percepito e non solo in base ai 'contenuti'!

Un altro esempio: immagina che un tuo amico ti dica con un tono gioioso: "Sai cosa mi è successo oggi?" Cosa ti aspetterai? Una risposta che rileva successo, qualcosa di piacevole, ecc...!

Ora immagina lo stesso amico che con tono triste di dice: "Sai cosa mi è successo oggi?" In pratica le parole sono le stesse, ma cosa comunicano questa volta? Un evento drammatico!

Perciò il tono ed il linguaggio del corpo che usiamo comunicano emozioni che altri percepiranno e fanno la differenza!

Inoltre esprimere le proprie emozioni è un fattore molto importante per vincere la depressione e l'ansia.

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1 commento:

  1. Interessante!!! E' prroprio vero, l'emotività gioca brutti scherzi. Ricordo ancora che all'esame di maturita', pur avendo studiato,ebbi dei vuoti di memoria, dovuti al fatto che essendo passata per ultima dovetti aspettare ore e l'attesa fu per me micidiale!!!!!!!

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