Cerca nel blog

Aforisma del giorno

LA FISIOLOGIA DI UN PENSIERO


Ti sei mai chiesto come agisce il cervello quando ha un pensiero (positivo o negativo che sia)? Quali reazioni accadono a livello fisiologico e perché saperlo è di fondamentale importanza?


In campo medico sono stati fatti notevoli progressi in tempi recenti, basti pensare alla nuova tecnologia elaborata da uno psicofisico italiano Francesco di Russo dove ha messo assieme la risonanza magnetica e l'elettroencefalogramma (Eeg) per seguire il percorso del pensiero, da quando nasce a quando è avvenuto, nel cervello.

Questa interessante scoperta sarà senz'altro utile per capire i meccanismi delle malattie mentali, ma anche dell'emicrania, ecc...

Ma ora veniamo al punto cosa succede quando formuliamo un pensiero? Nel nostro cervello avviene una neuro-attivazione quando le nostre cellule neuronali comunicano tra di loro attraverso le sinapsi (possiamo immaginarle come dei postini che portano informazioni ai neuroni) seguendo un percorso specifico.

Perché è importante capire questo fenomeno? Per due fondamentali motivi:
  • Maggiore è l'attivazione neuronale, quindi più vasta è la zona del cervello attivata, maggiore sarà la nostra ritenzione mnemonica (ricordiamo di più);
  • Più volte attiviamo lo stesso percorso, maggiore sarà la traccia mnestica (come quando camminiamo sull'erba diverse volte poi si forma un sentiero)
Queste informazioni sono essenziali per capire come funziona l'ansia, la depressione e molte altre malattie psichiche.

Ora sto per rivelarti un segreto che ti stupirà e ti farà comprendere l'applicazione di tali conoscenze!

Quando formuliamo un pensiero, come ho detto prima, si forma come una specie di 'solco' nel nostro cervello e quando lo stesso pensiero si ripresenta lo ripercorrerà ancora più velocemente formando così 'un abitudine'.

Ora cosa succede se il pensiero è negativo? Lo puoi ben immaginare: si forma 'un abitudine' a pensare allo stesso modo, a riformulare sempre gli stessi pensieri creando un circolo vizioso che ci crea disagi emotivi.

In più c'è l'aggravante che il pensiero rimane più a lungo nella nostra memoria perché, come dicevo, maggiore è il campo di attivazione e maggiore è il ricordo, specie con le emozioni perché fanno passare le informazioni nella memoria a lungo termine.

La domanda cruciale è dunque questa: come puoi contrastare questo circolo vizioso?
Formando un percorso alternativo! Ovvero devi formare altri 'solchi' attraverso l'esercizio (ripetizione) ma, naturalmente, formati da pensieri funzionali, positivi, e che contrastino quelli disfunzionali.

In questo blog trovi diversi strumenti che ti permettono di capire come modificare i pensieri. Anche gli ebooks ed il Corso Autostima che puoi scaricare gratis iscrivendoti a questo blog ti insegnano, con degli esercizi mirati a 'deviare' il corso dei pensieri negativi.

In più nel mio ebook 'Al di là della depressione' trovi tutti gli strumenti e le strategie che mi hanno aiutato a vincere la depressione in 4-6 mesi. Sono sicuro  che, come minimo, saranno utili anche a te!


Hai usato anche tu strumenti adatti per 'modificare' i tuoi pensieri? Condividili commentando qui sotto!

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...