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Aforisma del giorno

RABBIA: LA GESTISCI? (Parte I)


“Il miglior rimedio per la rabbia è l'indugio” - Lucio Anneo Seneca

E' capitato anche a te di provare rabbia e di reagire in maniera sproporzionata rispetto alla situazione? Riesci a gestire la rabbia?

Innanzitutto per poterla gestire occorre prima sapere cos'è la rabbia, come funziona, quali sono i fattori scatenanti. Difficilmente possiamo gestire una situazione se non la conosciamo.

Ad esempio immagina di dover gestire ben 30 bambini! Se non sei qualificato come insegnante o comunque se non hai mai avuto a che fare con dei bambini, difficilmente riuscirai a gestirli. Se invece conosci un po' della psicologia infantile, come attirare la loro attenzione e coinvolgerli, allora sarai in grado di gestirli.

Similmente solo se possediamo una conoscenza basilare ci aiuterà a controllare la rabbia!


La rabbia è un emozione (diverso dal sentimento che è il risultato dell'ulteriore elaborazione di diverse emozioni) ed ha un suo ciclo: un inizio, una durata ed una diminuzione.

Durante il ciclo stesso viene a verificarsi una modificazione comportamentale (attivazione dei meccanismi di difesa, predisposizione all'azione) e fisiologica (accelerazione del battito cardiaco, irrequietezza, tensione, ecc...). Solitamente viene attivata, come un 'campanello d'allarme', nelle seguenti circostanze (Fonte: Averill 1982):

  • Essere trattati male o essere costretti a fare qualcosa contro la propria volontà
  • Essere abbandonati
  • Venire delusi
  • Essere traditi
  • Venire usati senza saperlo
  • Sapere di essere odiati
  • Essere oggetto di attacchi fisici o verbali
  • Essere criticati
  • Sentire di avere fallito
  • Pensare all’ingiustizia nel mondo
  • Vedere andare a male i propri progetti
  • Assistere ad azioni stupide o violente
  • Fare qualcosa che non viene apprezzato dagli altri

Se vogliamo riassumere i suddetti punti in modo generale abbiamo i seguenti fattori che scatenano la rabbia:

  • Quando c'è un ostacolo rispetto ad una nostra meta;
  • Quando ci sentiamo di subire un torto o un danno;
  • Quando crediamo che vengano calpestati i nostri diritti e/o la nostra immagine e/o la nostra autostima.

La rabbia è anche maggiore nel caso la persona che ci ha ferito (in modo vero o presunto) è una persona a noi familiare perché ne temiamo l'abbandono o  vogliamo che la persona cambi.
Vorresti sapere gestire la rabbia in un modo più funzionale? Come puoi esercitare un 'controllo' su di essa? Di seguito ti svelo alcuni segreti che potrebbero esserti d'enorme aiuto!
Fronteggiamento della rabbia

Segreto n. 1: Secondo Ellis e Beck fondatori della la psicoterapia cognitiva il comportamento dell'individuo è regolato dal significato che attribuisce all'evento. In altre parole nella nostra mente non è presente la 'realtà' dei fatti, ma solo una nostra personale interpretazione, ad essa si aggiungono alcune interferenze perché ognuno di noi possiede dei 'filtri' mentali o distorsioni cognitive.

Capendo questo concetto ci viene più facile agire sulla rabbia modificando la nostra 'interpretazione mentale' ovvero i nostri pensieri. Più semplicemente possiamo dire:
“Se cambio i miei pensieri cambio anche le mie emozioni ed il mio comportamento”

(vedi grafico qui sotto)

Pensieri → Emozioni (Rabbia) → Comportamento

Il primo passo è quindi la modificazione del pensiero che scatena la rabbia (per scoprire come puoi controllare e modificare i tuoi pensieri anche nel caso di depressione e ansia vedi l'ebook “Al di là della depressione”). 
Puoi modificare il pensiero considerando ad esempio le 'attenuanti' del comportamento di chi ti sta ferendo facendoti alcune domande: 'In realtà ci sono delle altre possibili cause che hanno dettato il comportamento del mio interlocutore? E' un periodo in cui ha dei problemi fisici o di altra natura? Qual è il 'vero' messaggio che mi vuole lanciare? In altre parole non vedere la 'superficie', vai nel profondo!

Se scopri il vero motivo o le cause 'attenuanti' per cui il tuo interlocutore è arrabbiato o tu sei arrabbiato puoi attenuare di molto la rabbia stessa!

Segreto n. 2: Come dice l'aforisma su esposto l'indugio può aiutarti a sedare la rabbia, come? Ebbene se sei arrabbiato presto potresti dire o fare cose delle quali puoi pentirtene perché non reagisci alla situazione in maniera razionale ma emotiva. Perciò allontanati dal tuo interlocutore a prescindere se sei tu l'arrabbiato o lui.

Potresti dire: “E' meglio per tutti e due parlare quando saremo più calmi” Coerentemente allontanati, magari andando in un'altra stanza o uscendo fuori di casa o se sei già all'aperto vai via da quel luogo. In questo modo potrai seguire il segreto n.1 senza combinare 'guai'.

Segreto n. 3: Se proprio non trovi alcun motivo o causa validi per giustificare la tua o altrui rabbia allora devi sfogarla, ma nella maniera giusta. Inveire sul nostro interlocutore, come abbiamo già visto, non è il migliore comportamento da adottare anche perché dobbiamo tener conto che se lo facciamo più volte può nascere un 'abitudine' tra l'altro molto dannosa e che potrebbe rovinare irrimediabilmente la nostra relazione con la persona in questione.

Infatti un comportamento adottato più volte forma un ciclo vizioso al quale si reagisce sempre più velocemente (vedi il post: “la fisiologia di un pensiero”) e che quindi sfugge al nostro controllo.

Prova ad applicare questi tre segreti e fammi sapere il risultato! Vuoi conoscere altri segreti per gestire la rabbia? Hai usato altri metodi per controllarla? Scrivi pure un tuo commento così ne beneficeranno tutti!

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