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Aforisma del giorno

RIMUGINARE: TI CAPITA SPESSO? (I parte)


Non so se hai presente quella sensazione di non poter controllare i propri pensieri, a volte sembra che ti scoppi la testa. Oppure senti i tuoi pensieri come se fossero un fiume in piena. Hai l'abitudine di rimuginare spesso? Perché succede? Cosa puoi fare per 'controllare' i tuoi pensieri?


Si suol dire che chi rimugina si fa dei 'castelli in aria', questo ben indica la mancanza apparente di basi solide su cui poggia questo continuo e pervasivo modello di pensiero. Eppure delle basi le possiede e sono tutte disfunzionali. Prima di poterle analizzare assieme ti propongo una illustrazione.

Ogni costruzione (compreso un castello) poggia su dei pilastri portanti, ovvero quei sostegni fondamentali che se dovessero mancare comprometterebbe l'integrità dell'intera struttura.

Se noi volessimo appositamente intaccare la maggior parte di questi 'pilastri' cosa succederebbe? Crollerebbe tutto, non è vero? Ed è proprio quello che ci accingiamo a fare. Ora ti svelerò degli strumenti che ti permetteranno di comprendere come potresti 'abbattere' quei 'pilastri' sui quali poggia la 'ruminazione mentale' e finalmente poter 'gestire' i tuoi pensieri.

Primo pilastro: Credere che rimuginare sia utile.

Conosci Pavlov e gli esperimenti sui riflessi condizionati? Ebbene Pavlov fece un esperimento su dei cani ed ogni volta che veniva servito del cibo anticipava quell'evento con il suono di un campanello. Col tempo i cani associavano al suono del campanello lo stimolo del cibo, venendosi a creare un nuovo comportamento associato al nuovo stimolo (campanello) o riflesso condizionato.

Perché ho raccontato questa storia? Per il semplice motivo che nella nostra mente possono crearsi delle associazioni disfunzionali ad un dato stimolo e produrre un comportamento altrettanto disfunzionale.

Nel caso del rimuginare potremmo associare a tale comportamento qualcosa di positivo, per esempio potremmo dirci: “Il pensare mi aiuterà ad affrontare il problema, altrimenti se non ci penso il problema mica si risolve da solo!” Ma è proprio vero tale ragionamento? Rifletti: ti aiuterà davvero pensare ad una eventualità che potrebbe non accadere mai? Oppure ti priverà di importanti risorse?

Il pensiero continuo ci priva di energie psichiche che invece potrebbero essere impiegate proficuamente nel caso il problema sorgesse sul serio. Se invece sprechiamo queste energie inutilmente cosa ci aiuterà a fronteggiare il problema? Non è meglio conservarle per poter affrontare il problema semmai ci sarà?

Questo indica che i ragionamenti che ci facciamo a volte sono disfunzionali e dovremmo prontamente sostituirli con altri funzionali, ad esempio dicendosi: “Ci penserò quando il problema sarà reale così avrò più risorse per affrontarlo”. E' importante sostituire i pensieri con altri costruttivi, altrimenti torneremo al vecchio modello di pensiero.

Il tipo di pensiero che fa la persona che rimugina non porta da nessuna parte perché non si concentra sulle possibili soluzioni (problem solving) ma solo sul problema inscenandosi scene catastrofiche.

Secondo pilastro: Credere che il rimugino attenui l'ansia

In apparenza avviene qualcosa del genere perché l'ansia viene intrappolata, il pensiero rimuginante rende l'ansia statica. Però la persona non si rende conto che in questo modo, seppure l'ansia sembra attenuarsi d'intensità, in realtà la trattiene impedendone la scomparsa. L'ansia verrebbe a scemare accedendo a stati emotivi (paure, ecc...) che invece vengono inibiti dal pensiero rimuginante.

Ci sono metodi efficaci per attenuare o far scomparire l'ansia come la respirazione rilassante, la desensibilizzazione sistematica e comunque l'esposizione graduale agli stimoli ansiogeni.

Trattenere l'ansia è come trattenere in tensione un potente elastico, prima o poi ci sfinirà: è più proficuo lasciare andare “l'elastico”...



Seguirà la seconda parte di questo argomento. Ti aspetto, mi raccomando!

Nel frattempo commenta se hai trovato utile questo post!

8 commenti:

  1. Ciao
    Certo che ho rimuginato.
    Ho conosciuto ansia e depressione fin da 16 anni. Non so come ho fatto a laurearmi e a lavorare fino ad adesso all'età 43 anni.
    Quando conosci l'ansia che si manifesta con inappetenza il neuro linguaggio impara solo a rimuginare.
    In questi giorni ho voluto cercare in Internet qualche storia, qualche sensazione che altri hanno provato perchè nel mese scorso ho avuto un periodo in cui il sistema nervoso ha ceduto.
    L'ansia non molla mai e se provi a controllarla è la fine. Ho passato 25 anni per ora a svegliarmi con l'ansia il senso di soffocatezza e il non saper mai che fare.
    Ho imparato quasi da solo che la respirazione corretta è un bella spinta almeno temporaneamente.
    Ho letto il tuo libro ieri con soddisfazione e ti confermo che sono sia passivo sia aggressivo si assertivo.

    Con affetto Alessandro

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  2. Grazie Alessandro per il tuo commento! Anche io ho provato le crisi d'ansia sulla mia pelle e sono d'accordo con te che è difficile conviverci e non si sa cosa fare.

    Fortunatamente, dopo una psicoterapia, ho appreso che la cosa migliore da fare era 'correggere' i miei pensieri, poiché gli stati d'animo dipendono da quest'ultimi.

    Con un continuo sforzo alla fine ce l'ho fatta!
    Nel prossimo post indicherò altri strumenti per poter 'correggere' i nostri pensieri e di conseguenza l'ansia. Nel frattempo ti esorto ad 'abbattere' i due pilastri che ho descritti nel post!

    Sono contento che tu abbia provato soddisfazione nella lettura dell'ebook, mi raccomando fai gli esercizi, solo così ne trarrai il massimo vantaggio!

    A presto Alessandro!

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  3. Ciao Salvio,

    molto interessante questo post,
    riflettevo su come i pensieri influenzano le nostre emozioni e viceversa,come a volte noi veniamo sopraffatti,ingarbugliati da fiumane di pensieri e emozioni negative che nuociono al nostro benessere interiore.I pensieri negativi arrivano,è inevitabile tutto cio',ma cio'che possiamo fare è capire quanta "importanza"noi diamo ad essi,quanto sono invasivi,intrusivi,demolitori nella nostra vita.Nel periodo piu'buio della mia vita guardandomi indietro riconosco quanto io abbia dato retta a pensieri tristi,cupi etc etc,mi rendo conto che troppa"introspezione"fa male,ti ritrovi a volte a essere"vittima"di te stesso senza rendertene conto...cambiare x me ha significato "Cambiare rotta di pensiero",i problemi,le sofferenze arrivano,dipende molto da come noi subiamo gli eventi,non blocco i pensieri,non sono un robot,ma posso lasciarli fluire senza esserne condizionata,questa fa la differenza tra un animo"leggero" e un animo "tormentato".

    bel post complimenti.

    ciao, Alessia!

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  4. Grazie per i complimenti Alessia!
    Sono contento che tu sia riuscita a 'ridimensionare' i tuoi pensieri! Inoltre hai condiviso qualcosa di prezioso: la tua esperienza!
    Ancora una volta, grazie alla tua testimonianza, fai capire che sono i nostri pensieri gli artefici del nostro stato d'animo, in male o in bene!

    Grazie ancora Alessia! A presto!

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  5. ciao salvio!!complimenti per il post! ma soprattutto per le informazioni per combattere la depressione! le trovo utili e applicabili. La mia esperienza contro la depressione è nel vivo e da circa un anno vado in psicoterapia. riconosco i miei errori cognitivi ma non sempre riesco a farli fluire e modificarli con nuovi, perchè sono abbastanza rigido(schema fisso) e perfezionista (appena sbaglio un comportamento mi abbatto).Ma so anche di essere migliorato tantissimo. Il rimuginio è proprio una seccatura..uff.si vorrebbe rimanere concentrati sulle proprie cose sui propri interessi e soprattutto sul presente.. adesso spesso ci sono, ma ogni tanto mi perdo costruendo i castelli di sabbia..cosa penseranno di me? sto sbagliando? devo fare così?? non sono simpatico?? invece di godermi il momento,l attimo. spesso riesco a confutarli..riesco a dirmi vedi non è così!! La rabbia è che mi creo problemi che non esistono..e si perde tempo invece di crescere e godersi l attimo. In verità sono capace,simpatico...la riflessione che faccio è:
    se vogliamo sostituire il pensiero disfunzionale con uno funzionale, e nel frattempo vorremmo viverci la quotidianità...come possiamo viverci bene il momento,l attimo se dobbiamo stare attenti ai nostri pensieri? Rimane fonte di rimuginio (perchè rimaniamo dentro di noi) o è un giusto lavoro per vederne i risultati?
    Grazie.. Marco

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  6. Grazie Marco! Come dici tu dovremmo vivere il presente e per poterlo fare occorre 'attivare' i nostri 5 sensi in modo da goderci ciò che ci circonda. Naturalmente la riflessione ci vuole, ma il rimugino no!

    Fai bene a confutare i pensieri disfunzionali, continua così, col tempo diverrà un processo automatico molto più veloce e facile.

    Mi raccomando nel confutarli non basta pensare 'non è così' occorre proprio sostituire il pensiero con uno positivo. Per esempio se ti dici: "Sto sbagliando" potresti sostituirlo con: "Tutti sbagliamo, ma molte volte faccio le cose giuste!". Complimenti per gli sforzi che stai facendo, sei sulla buona strada!

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    Risposte
    1. CIAO CARO SILVIO GRAZIE X I TUOI CONSIGLI MA è MOLTO DIFFICILE METTERLI IN PRATICA .QUANDO LA TUA MENTE è BLOCCATA NELLA PAURA DI CAMBIARE

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    2. Ciao. Per sbloccare la mente al cambiamento basta renderti conto che non sempre i cambiamenti portano a qualcosa di negativo.

      Per essere quello che siamo oggi abbiamo dovuto fare moltissimi cambiamenti, anzi se non li avessimo fatti sarebbe qualcosa di molto preoccupante.

      E' anche vero che i cambiamenti fanno paura a causa dell'ignoto e delle energie che dovremmo dedicare, ma se non mettiamo in atto dei cambiamenti in modo volontario, saranno gli eventi a cambiarci comunque... e non in meglio. Tanto vale farlo con cognizione di causa!

      Auguri... e buon cambiamento ;)

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