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Aforisma del giorno

CREATIVITA' E SOLUZIONE PROBLEMI


Hai un problema e non sai come uscirne? Sembra che la soluzione ti sfugga continuamente? Forse la difficoltà maggiore consiste nel non riuscire a vedere il problema con 'nuovi occhi'. Che relazione ha, soprattutto, questo argomento nella lotta contro la depressione?

Analizziamo assieme le possibili procedure per la soluzione di un  problema. Prima però te ne propongo uno: abbiamo nove punti e con soli quattro tratti dobbiamo unirli tutti e senza staccare la penna dal foglio!
Esistono tre procedure per la soluzione di problemi:

  • Prove ed errori
  • Pianificazione strategica
  • Insight (Intuizione)
Prove ed errori - Consiste nell'accumulare risultati negativi e positivi in maniera casuale abbandonando i primi e tenendo i secondi. Un esempio classico è quello di Thomas Edison che durante i suoi sperimenti per inventare la lampadina pare che abbia detto: "Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato", in altre parole procedeva nel suo lavoro per esclusione.

Pianificazione strategica - Si procede alla soluzione del problema per algoritmo o per euristica. Il primo consiste nel cercare tutte le combinazioni possibili. Fa al caso nostro ad esempio la soluzione di un anagramma, ad esempio: un personaggio famoso "ragno calmo"*, attuando l'algoritmo si prova a spostare una ad una le lettere fino a trovare la soluzione.
Con l'euristica si procede a casaccio con delle combinazioni rischiando di commettere gli stessi errori più volte.

Insight (intuizione) -  E' una procedura che si basa molto sulle nostre qualità di percezione. E' il caso della soluzione del calcolo dell'area di un parallelogramma. Se questo problema viene proposto ad un bambino potrebbe avere molte difficoltà nel risolverlo anche se conosce come calcolare l'area di un rettangolo e un triangolo.
Dandogli un aiuto, grazie alla percezione e all'analogia potrebbe risolvere il problema, ad esempio proponendogli il disegno seguente:
In questo caso il bambino vedrà un triangolo, aggiungendo un altro tratto partendo dal vertice B costruirà un altro triangolo. La soluzione ora è facile: basta calcolare l'area dei due triangoli (uguali) e del quadrato e sommarli assieme.

Soluzione dei problemi

Come dicevamo all'inizio, spesso la difficoltà consiste nel non riuscire a vedere il problema da altre angolature, con 'altri occhi' per così dire. Questo limite si chiama in psicologia 'fissità funzionale'. Di cosa si tratta?
Faccio un esempio: se vediamo un coltello solitamente associamo subito l'oggetto con l'azione di tagliare proprio perché quella è la sua naturale funzionalità e difficilmente vediamo altre funzioni che potrebbe assolvere come quella di cacciavite o altro. Questo è proprio un limite alla soluzione del problema, che potrebbe avere un esito positivo aggiungendo la creatività.

Ritornando all'esempio dei 'nove punti' siamo limitati dalla struttura ritenendo ben definiti gli spazi, cioé quello di un quadrato, mentre la soluzione è la seguente:
Spesso la soluzione dei problemi consiste nell'attivare la nostra creatività, uscendo dagli schemi già delineati (fissità), acquisire 'nuovi occhi' ovvero vedere il problema da altre angolature.

Dicevamo all'inizio che cosa ha a che fare tutto ciò con la lotta contro la depressione?
C'entra molto con la lotta contro la depressione nel senso che occorre vedere i nostri pensieri (PAN) con 'occhi nuovi', non come assoluti, non adottando una visione dicotomica (o bianco o nero!).

Per esempio un pensiero disfunzionale che ci fa stare male potrebbe essere: "Se alza la voce vuol dire che non mi rispetta!". Vedendo il problemi da altre prospettive potremmo dirci semplicemente: "Se alza la voce vuol dire che è arrabbiato... non c'entra nulla con me, è un suo problema!" oppure "Se alza la voce è perché vuole essere sicuro che il suo pensiero venga recepito bene!" ecc... In questa maniera neutralizziamo il pensiero disfunzionale sostituendolo con uno funzionale e più ragionevole.

Infine ti propongo il seguente problema: abbiamo una candela, una scatola di fiammiferi di legno e delle puntine. Come possiamo fare in modo che la candela rimanga accesa e in piedi vicino ad un muro? Ora sta a te risolvere questo problema... mi raccomando usa la tua creatività!


*ragno calmo = Carlo Magno

6 commenti:

  1. ciao Salvio,i tuoi post sono quasi sempre interessanti e utili. ora dovrò fare la pignoletta: il problema dei 9 punti,come lo hai posto tu, si poteva benissimo risolvere tracciando una grande " E ". e in quanto alla candela..dov'è il problema? una candela sta in piedi già da sola e con i cerini la puoi accendere. il punto è forse che manca la carta vetrata?

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  2. Ops... mi sono dimenticato di dire che non si deve mai staccare la penna dal foglio!

    Per quanto concerne la candela: deve restare in piedi accesa e parallela al muro con il materiale suddetto cioé delle puntine, una scatola di fiammiferi di legno e la candela.

    Grazie per il commento!

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  3. Ciao Salvio, è sempre interessante ciò che proponi, devo dire che "se alza la voce,io la alzo più di lui"per me è il pensiero più istintivo, molto probabilmente la mia impulsività dipende dal mio passato! la candela...dopo aver preso dalla scatola 1\2 fiammiferi fisso la base della candela con le puntine alla scatola in maniera che si formi un piedistallo la appoggio al muro bilanciandola e l'accendo! Sicuramente è molto più semplice la risoluzione,ma io tendo sempre a complicarmi la vita! ciao a tutti, ciao Salvio.

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  4. Bravo Bid Mik hai trovato la soluzione!

    Essere assertivi comprende far rispettare i propri diritti, ma nel contempo rispettare quelli degli altri (se ciò è fattibile) proponendo soluzioni che favoriscano un buon rapporto!

    Ciao Bid Mik, mi raccomando torna a commentare sul blog!

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  5. Ciao Salvio,vorrei proporti un argomento (se posso ovviamente) è possibile migliorare l'autostima, compromessa al 90 x 100 dal nostro aspetto fisico? Vedo che tante persone sono bloccate da questo disagio e la maggior parte delle volte senza un motivo apparentemente plausibile,nel senso che persone piacenti credono con convinzione di essere brutte inguardabili,capisco che questo argomento è probabilmente da affrontare con la psicoterapia, infatti credo che siano dei traumi infantili, ma tante persone credono veramente nella loro bruttezza, evitando così tante occasioni che potrebbero essere determinanti per la propria vita... tu cosa ne pensi, si può vincere questo disagio che spesso con la maturità non passa? Ciao grazie mille per la tua gentilezza e disponibilità, ciao Salvio.

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  6. Sono lieto di risponderti Bid Mik!
    In realtà ho già scritto un post che parla del soggetto da te proposto.

    Questo è il link:
    http://www.aldiladelladepressione.com/2010/09/i-difetti-fisici.html

    Mi raccomando, fammi sapere come lo trovi!
    Ciao!

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