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COME FUNZIONANO GLI ATTACCHI DI PANICO



Federica Pellegrini, Alessandro Gassman, Madonna, Britney Spears cosa hanno in comune? Ebbene sì, anche i VIPs hanno sofferto di attacchi di panico.

Ma come funziona un attacco di panico? Quali sono le possibili cause? Possono portare alla depressione? Soprattutto è possibile uscirne? Continua a leggere...


Come funziona

Basilarmente è una questione di ormoni. Quando si avverte un attacco di panico si abbassa il livello di serotonina (l'ormone o meglio il neurotrasmettitore detto del 'buon umore') e contemporaneamente si alzano i livelli degli ormoni dello stress come la noradrenalina, il cortisolo e l'adrenalina.

A loro volta questi ormoni influiscono sull'amigdala,  (ghiandola cerebrale) la 'sede' delle emozioni, e sulla corteccia prefrontale che controlla la sfera dell'autocontrollo. A lungo andare il ricordo dell'attacco di panico potrebbe 'registrato' nell'ippocampo (altra ghiandola cerebrale), quindi occorre intervenire sul disturbo il più presto possibile.

In altre parole si crea uno squilibrio chimico che attiva il meccanismo della paura e quindi quello di difesa.

Alcuni sintomi sono i seguenti:
  • Sudorazione
  • Palpitazioni
  • Paura di morire
  • Tremori
  • Mancanza d'aria
  • Irrigidimento muscolare
  • ecc...
Chi soffre di attacchi di panico riferisce di provare una improvvisa paura indominabile, paura di morire o d'impazzire. Quando il disturbo è frequente e viene all'improvviso in qualsiasi luogo ci si trovi viene chiamato Disturbo da Attacchi di Panico (DAP).

Possibili cause

Le cause possibili di un attacco di panico possono ricercarsi nella sfera della sicurezza affettiva. 

Altre cause possono essere la predisposizione genetica possedendo un organismo più sensibile della media, ad esempio chi ha vertigini, chi presenta problemi gastrointestinali, difficoltà respiratorie, tacchicardia associata all'assunzione di sostanze eccitanti (caffé, ecc..).

Cure

Fino ad ora le cure più efficaci si sono riscontrate abbinando assieme farmaci, psicoterapia TCC (Terapia Cognitivo Comportamentale) ed esercizio fisico. 

I farmaci mirano all'equilibrio ormonale. La TCC serve per fronteggiare la fobofobia, ovvero la paura di 'aver paura' ed altri pensieri (PAN) che potrebbero aiutare lo scatenarsi di un attacco di panico. 

L'esercizio fisico attiva degli ormoni positivi come la dopamina, serotonina, ed endorfine. Consigliate: ginnastica, bicicletta, nuoto, corsa moderata (vedi il parere del tuo medico).

Attacchi di panico e depressione

Purtroppo gli attacchi di panico possono portare alla depressione in quanto limitano molto la libertà dell'individuo e di conseguenza la sua autostima. A lungo andare può insorgere la depressione.

Da qui la necessità di provvedere al più presto alla cura TCC associata ai farmaci ed all'esercizio fisico, questi tre fattori incidono in maniera sinergica alla lotta contro gli attacchi di panico.



Soffri di attacchi di panico? Racconta la tua esperienza qui sotto!

11 commenti:

  1. molto interessante questo post..
    ho sofferto per molto tempo di attacchi di panico atroci,quelli che ti tolgono il respiro lasciandoti inerme,impaurito,tremante,entri poi nel circolo pericoloso della paura di riprovarli e molte volte "eviti"quei luoghi o situazioni dove li hai in passato provati.

    Penso che sia molto importante "imparare"a non fuggire,a non "evitare"cio'che ci spaventa,bisogna ricordarsi che col dap non si muore,oggi posso dire che per me è stato un "campanello"d'allarme molto importante,un "implosione"di pensieri ed emozioni che vogliono dirci cose importanti di noi,lasciare fluire tutte le negativita'che mettono un blocco alla nostra crescita,se si riesce a superare lo scoglio della"paura"e si inizia a conoscere il dap,il NOSTRO dap,si inizia a vedere le cose in un'altra prospettiva.

    oggi sto molto meglio,non evito le situazioni che per me in passato mi creavano ansia anticipatoria,cerco di non farmi comandare dalla paura,ma consapevole di cio'che sono,di cio'che provo mi espongo e devo dire che il dap non mi fa piu'paura ha perso potere e sta emergendo un'altra persona,ne sono felice.

    spero che questa mia piccola testimonianza possa
    essere in qualche modo d'aiuto a chi soffre di questo disturbo debilitante.

    un caro saluto.

    alessi.

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    Risposte
    1. Grazie Alessi,

      la tua testimonianza è utilissima ed apprezzata!
      Mi piacerebbe sapere, come penso anche i miei lettori, come hai vinto il DAP, ovvero quali sono stati i tuoi passi per vincere gli attacchi di panico.

      Puoi contattarmi a questo indirizzo:
      info@salviocorelli.com

      Grazie ancora per aver condiviso la tua esperienza, Alessi.

      Un abbraccio!

      Elimina
  2. ciao a tutti,

    penso che per ognuno di noi le cause del Dap sono diverse da persona a persona,cio'che invece ci accomuna sono i "sintomi"che esso crea.

    Mi ha aiutata molto la psicoterapia,la consapevolezza di avere un disturbo e in quanto tale andava curato,compreso,non ero la mia malattia,avevo smesso di combatterla xchè spesso mi ritrovavo a lottare contro un muro,come un elestico teso e poi rilasciato rimanevo sempre con l'amaro in bocca,piano piano ho compreso che il mio Dap non andava combattuto,ma accettato,compreso,lasciato fluire,dovevo comprendere cosa c'era in me che faceva scaturire questa tempesta interiore,quali erano i miei sentimenti,pensieri inespressi,le mie insoddisfazioni,frustrazioni,malesseri..

    ho sofferto non solo di DAP,ma anche di una fortissima depressione causata da alcuni traumi famigliari,e devo dire che mentre la depressione mi faceva provare il desiderio di morire,il Dap contrastava questi pensieri ed emozioni,sembra assurdo,ma per me è stata la mia salvezza,vincere questi due disturbi mi ha dato la forza di vivere oggi una vita appagata.

    non sprechiamo le nostre energie sui sintomi,ma sulle cause del nostro malessere.

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  3. Grazie per il tuo commento è molto interessante!

    Melvin Green, specialista nel campo delle fobie, paragonando questi attacchi ad un'onda del mare, afferma:

    “Questa rappresenta la sensazione iniziale di ansia... Man mano che si avvicina a terra l’onda diventa sempre più grande. Ciò rappresenta la crescente sensazione di ansia. Presto l’onda è molto grande e raggiunge il punto massimo. Poi decresce, diventando sempre più piccola finché siperde sulla spiaggia. Questa immagine rappresenta l’inizio e la fine
    dell’attacco di ansia”.

    Consigliava di far 'fluire' l'ansia anziché cercare di contrastarla.

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  4. Ciao Salvio.
    Cosa significa far fluire l' ansia..forse accettarla e stare fermi..o accettarla e affrontare ciò che ci crea ansia..
    Cosa facciamo quando la contrastiamo??
    Grazie Marco

    RispondiElimina
  5. Ciao Marco, dobbiamo contrastare i PAN (Pensieri Automatici Negativi) che portano all'ansia, ma lasciar fluire le sensazioni, ovvero tutto ciò che l'ansia comporta a livello fisiologico.

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  6. Io non ho mai sofferto di attacchi di panico, ma una volta sono rimasto bloccato su una barca con alcuni amici. Nonostante non ci fosse reale pericolo e il clima fosse un po' teso ma controllato, scoprii che una delle mie amiche soffriva di attacchi di panico. Non ce l'aveva mai detto prima, e rimanemmo un po' tutti scioccati dal vederla stare così male, colpita da una cosa così improvvisa e in grado allo stesso tempo sia di paralizzarla ma anche di farle perdere completamente il controllo.
    Ricordo che i giorni seguenti tutti noi che eravamo stati con lei su quella barca le chiedemmo come si sentisse, perché l'immagine di quanto era stata male era ancora ben presente nei nostri occhi. Nonostante lei tendesse a minimizzare, ci raccontò di tutte le altre volte che le era capitato. La spingemmo a vedere se in giro c'era qualcosa che poteva consultare o acquistare per tentare di conoscere meglio questo disturbo e, possibilmente, imparare a controllarlo.
    Non voleva partire con qualcosa di troppo forte tipo terapie, farmaci o quant'altro, così dopo diverse ricerche abbiamo conosciuto il Dr. Giacconi di aspeera.it che le ha dato alcuni consigli iniziali per acquisire informazioni sull'argomento (questi, per la cronaca).
    In realtà ci ha raccontato che dentro non si limitavano solo a discutere il problema, ma offrivano anche degli spunti per risolverlo che a lei sono stati molto utili per imparare a controllarsi prima e durante gli attacchi. Se può essere di aiuto a qualcuno come è stato per lei....io lo spero.

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  7. Per noi che soffriamo di attacchi di panico e ansia, io sono venuto a conoscenza di quest’evento gratuito, lo trovate su facebook qui.
    Dobbiamo cercare ovunque stimoli e consigli che ci aiutino a stare meglio e questa conferenza secondo me è una buona occasione. Almeno, io intendo sfruttarla e trarne il massimo!

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  8. Penso che si tratti della stessa
    tecnica che ho già trattato un po' di tempo fa al
    post...



    http://www.aldiladelladepressione.com/2010/09/respirazione-rilassante.html

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  9. Da due anni circa si presentavano attacchi di panico ogni qualvolta che dovevo uscire da casa, ero arrivato a farmi portare la spesa in casa pur di non uscire. Quando ho realizzato che la situazione era insostenibile ho contattato uno specialista. Adesso frequento il suo studio da 3 mesi circa e posso dire di essermi lasciato alle spalle tutto.

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    Risposte
    1. Sono veramente contento per te. Fai tesoro degli strumenti che hai appreso.

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