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Aforisma del giorno

PERCHE' PROPRIO A ME?


Ti è mai capitato di pronunciare questa domanda? Oppure altre simili, tipo... “Cosa ho fatto di male?... Perché capitano tutte a me? Non ho ammazzato nessuno!”

Ti ci ritrovi? Sappi che le domande che ti fai hanno molta importanza, influenzeranno i risultati che otterrai o piuttosto quelli che mancherai di ottenere.

Concentriamoci sulla prima parola: Perché...



PERCHÉ...?

E' senz'altro utile soffermarsi sul perché delle cose. Indica che siamo abbastanza introspettivi (che sondiamo il nostro 'interiore') e non siamo superficiali, ma come in tutte le cose occorre equilibrio.

Interrogarsi eccessivamente sul perché succede che si è depressi, ansiosi, ecc... porta in realtà ad un ciclo chiuso dove potrebbe esserci la possibilità di aumentare il disagio anziché attenuarlo.

Non so se hai presente cos'è l'effetto Larsen (o feedback) che si ha nel campo dell'acustica...  Se metti un microfono attivo di fronte ad un altoparlante si formerà un sibilo prima impercettibile e dopo sempre più forte, ovvero auto-amplificante.
In modo simile può accadere nella nostra mente, se non ci poniamo le domande giuste, ovvero si creerà un 'loop', un ciclo chiuso senza via d'uscita e sempre più consistente.

Ma quali sono le domande giuste?

Ti faccio un altro esempio: ti è mai capitato di non riuscire a ricordarti il nome di un certo personaggio di un film? Pensi e ripensi eppure non esce fuori nulla, alla fine smetti di cercare (apparentemente) e tutto ad un tratto quel nome salta fuori dalla tua mente mentre meno te lo aspetti.

Cosa è successo nella tua mente? Semplice! Chiedendoti “COME si chiama quell'attore...”, hai inviato un input o comando corretto al tuo cervello e lui si è messo in moto rovistando negli enormi archivi mnemonici.

Anche quando hai smesso di cercare coscientemente quel nome il tuo inconscio ha continuato a cercarlo per te... ed alla fine lo ha trovato, magari aiutato da associazioni complicate, e te l'ha servito su un piatto d'argento.


Quindi la domanda che dovresti porti è...

COME...?

Facendoti la domanda: “Come ne posso uscire?... Come trovo qualcosa che mi possa aiutare?... ecc...” rivolgi la tua attenzione in una direzione migliore. La domanda diventa funzionale piuttosto che disfunzionale. In parole tecniche diremo che stiamo spostando il “focus mentale”.

E' un po' come quando si usa una macchina fotografica con il teleobiettivo: se metti a fuoco un soggetto, automaticamente sfochi tutto il resto. In modo simile dovresti concentrarti sulle domande le quali risposte andranno a tuo vantaggio.

Perciò poniti queste domande: “La mia domanda è di qualità? Quale sarà la risposta alla mia domanda? Sarà davvero utile?” e simili...

Facendo così direzionerai le tue energie nel verso giusto non cadendo in cicli viziosi e sterili.


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12 commenti:

  1. io soffro di depressione e non è che mi abbia aiutato molto...penso ancora perchè sia successo a me, a me che ero una studentessa brillante, che avevo uns acco di amici e ora sono due anni fuori corso e gli amici che credevo di avere non si sono fatti mai sentire in un annno di malattia...

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    1. Ciao, mi spiace molto per la situazione che stai videndo. Come ho scritto nel post interrogarsi sul perché ci può stare ma non fossilizzarsi verso quella direzione poiché è più utile cercare risorse che possano aiutarci ad uscirne.

      Occorre focalizzarsi sul "come...", ma non basta una sola volta, bisogna insistere per averne benefici.

      Comunque può essere successo a te perché potresti avere schemi mentali molto rigidi e tendenti al perfezionismo, questa è solo una supposizione dato che non ti conosco.

      Potresti approfondire la cosa seguendo una Psicoterapia Cogniitivo Comportamentale (TCC), si tratta di una terapia breve, già nell'arco di 6 mesi dovresti avere risultati tangibili.

      Potresti approfondire anche scaricando il materiale gratuito che metto a disposizione, semplicemente iscrivendoti su www.salviocorelli.com.

      Ciao, a presto...

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  2. io ho sofferto di depressione ansia ,panico tachicardia ho iniziato a perdere e riprendere poi i kg ho sofferto di bulimia.tutto perchè dopo 3 anni e mezzo il mio ex ragazzo mi ha lasciata...ho sofferto tanto ,tanto a pensare al suicidio perchè non capivo perchè fosse successo a me.ero da sola senza amici solo con il sostegno dei miei.fino a qualche anno fa nn ero così anzi forse troppo esuberante..adesso sono un pò di mesi che ritornato a splendere un pò il sole grazie anche al mio nuovo ragazzo che mi ha aiutato molto e mi sta aiutando,ai miei..mi sono affidata e sono ancora affidata da specialisti adesso sto meglio ma ancora devo VINCERE!! perchè io devo e posso farcela...abbiamo solo bisogno di stima di noi stessi di volerci bene e di essere anche egoisti certe volte..per quando riguarda gli "amici" se fossero veramente tali non si comporterebbero così io adesso ho tagliato i ponti con tante persone ho solo 2o 3 amici più veri...ciao!!

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    1. Ciao, prima di tutto voglio ringraziarti per aver condiviso la tua esperienza... non sarà sicuramente stato facile superarla!

      Mi fa piacere la tua determinazione che si evince dalla frase "devo VINCERE!!perchè io devo e posso farcela.." E' vero che quando un partner ci lascia può lasciare un dolore profondo, però occorre appurare se abbiamo sviluppato con esso un amore sano o qualche forma di dipendenza.

      Come dici tu l'autostima nonché l'appoggio del tuo nuovo partner e la tua famiglia sono stati di vitale importanza.
      Pensare in modo equilibrato a sé stessi non è egoismo ma buon senso. Se non ci preoccupiamo di noi stessi chi lo deve fare al posto nostro?

      Quando impariamo a stare bene con noi stessi vuol dire che abbiamo fatto un grandissimo passo verso la guarigione.

      Mi farebbe piacere conoscere perché non senti di aver già vinto? Se vuoi puoi commentarlo! Ciao e a presto!

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  3. Ciao Salvio,
    spesso dietro ai perchè,si nasconde inconsciamente il non voler rispondere.
    Sappiamo la risposta ma in qualche modo non "vogliamo" elaborarla,e solo quando vogliamo reagire ci si domanda "come"?
    Beh,il come lo sto affrontando poco alla volta,per tutte le domande rimaste in sospeso e che ciclicamente ritornano perchè non affrontate o elaborate.
    Grazie al tuo libro,sto trovando risposte che già avevo a portata di mano,ma che erano "bloccate"...proprio a causa dei troppi "Perchè".
    Grazie,Ciao.

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    1. Grazie Cinzia per il commento! Sono felice che il mio ebook abbia sbloccato qualcosa in te, almeno adesso sai cosa devi fare... e come lo devi fare e non è poco!

      A presto Cinzia! Ciao!

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  4. dopo cumuli di perchè a me? (sono una cinquantacinquenne)ho preso a palare delle mie delusioni, sofferenze, sconfitte,con molti; a volte mi sono percepita quasi impudica per il mio spiattellare in giro il mio privato. Ho capito, poi, che era un modo coraggioso di espormi, di condividere e capire che tutto ciò che mi accadeva era molto comune, fiacca consolazione, ma mi ha aiutata a ridimensiore le mie risposte emotive, a capire meglio me stessa e gli altri. Gradualmente, lentamente si passa al come posso farcela, consapevole che devo farcela, che ne sono all'altezza.Tuttavia per le grandi amarezze che la vita a nessuno risparmia resta l'idea triste della diffusa e comune grettezza di un nutrito numero del consorzio umano e quelle poche attente oneste persone che ti sono vicine per affinità rappresentano tutto il proprio universo. Grazie Salvio per la generosità, e l'interesse, e l'aiuto, e l'attenzione che fornisci a quanti soffrono.
    patrizia

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    1. Grazie a te Patrizia per averci fatto dono della tua esperienza e delle tue riflessioni.

      Il fatto che tu ti sia esposta è positivo, il peggio è quando ci chiudiamo in noi stessi a riccio ed il nostro universo si riduce ulteriormente.

      A presto Patrizia! Ciao!

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  5. Ciao! Io credo, anzi ne sono certa, che non tornerò mai più quella di prima...dentro si spezza qualcosa e non si può più aggiustare. E' una lotta continua tra se stessi...tra il restare o il partire. Partire perchè si è coscienti di non sorridere più, di guardare la vita da una finestra sul cortile....senza prenderne parte perchè non c'è posto per quella persona che vedi quando ti guardi allo specchio e che non riconosci essere te. Neanche l'amore smisurato per il proprio figlio...anzi...pensi che il più grande gesto d'amore sia proprio liberarlo da te. E lo sai...sai bene che la vita è preziosa...che c'è gente che soffre e lotta, che la tua è solo vigliaccheria...anche se tu ami la vita, ma sei tu che non ti ami più, non ti stimi più, non sei più credibile...non VIVI più. Non voglio farmaci o dipendenza da medici...sono stata troppo forte per troppo tempo...tutti mi hanno sempre visto come una roccia capace di sopportare tutto...ed ho sopportato e subito di tutto...ed ora la roccia si sta sgretolando. Non posso lasciare mio figlio, anche se è un giovanotto, fino a che avrà bisogno di me....se nella lotta tra me e me resisto...A volte mi chiedo come sia possibile avere tante lacrime...che mi solcano il viso scendndo da sole, con la pelle che mi brucia...perchè questa non sono io....com'è difficile trascinarsi per non farsi dire vigliacca....com'è difficile.

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  6. Ciao! Una persona che lotta contro la depressione, che è una malattia, non è assolutamente vigliacca. Mi sembri piuttosto una persona determinata ad andare avanti nonostante tu prova molto dolore.

    Credo di capirti perché ho provato sentimenti simili ai tuoi, solo che il mio caso è stato diverso nel senso che non ricordo di essere stato mai bene prima della psicoterapia, non posso dire... "finalmente sono quello di prima"
    perché il 'prima' che conosco è sempre stato 'nella depressione'.

    Ora posso dire... 'Questa sì che è vita!' anche se gli alti e bassi li abbiamo tutti.
    Se io sono riuscito a 'vivere' allora anche tu potrai 'tornare a vivere', non perdere le speranze.

    Visto che non vuoi dipendenze da farmaci o da psicologi, paradossalmente potresti fare la TCC (Terapia Cognitivo Comportamentale) è una terapia breve. Nell'arco di 6 mesi dovresti provare beneficio o anche prima. Non occorrono anni ed anni di terapia.

    Senza sentirti obbligata potresti provare anche a leggere il mio ebook 'Al di là della depressione' dove descrivo un intero corso terapeutico(TCC) e gli strumenti che ho acquisito... sicuramente puoi trarne beneficio.

    In ogni caso ti auguro di poter ritornare quella di prima, anzi meglio! Auguri di cuore!

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  7. Ciao ho 15 anni e credo di esser entrata in depressione a causa delle situazioni che vivo in 'famiglia'. Mi è capitato più di una volta di pensare al suicidio. Piango ogni notte e nessuno lo sa.. Sono molto pessimista e come ugo foscolo credo che la morte sia una liberazione dalla vita. Non credo ci possa essere una soluzione a ciò se non risolvere i miei problemi. Ha ragione vivo questa situazione come una vittima e mi chiedo tutti i santi giorni perchè tutto questo sia capitato a me e cosa ho fatto di male per provare tutto questo dolore.. Sto pensado di andare al consultorio per adolescenti di nascosto.

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    1. Ciao, quello che mi sento di dirti è di farti aiutare.
      Se non ti sei ancora iscritto alla mia newsletter e scaricato il mio ebook puoi farlo andando su...

      www.salviocorelli.com

      In questo modo potrai contattarmi via email e vedrò come posso esserti d'aiuto. Ciao.

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